14 gennaio 2008
Carissimi,
la notizia inviataci da Lucia è di quelle che lasciano sgomenti.
Antonio era la nostra "mascotte", un ruolo un po' anomalo per un uomo della sua età, però era così che lui si proponeva: una presenza affettuosa, che si esprimeva a sorrisi e gesti, soprattutto da quando tutti, lui compreso, avevano capito che "la stagione delle romanze era finita".
Nel coro c'è ancora chi si ricorda l'ospitalità che ci accordava - nell'invidiabilissima terrazza piantumata di via Solferino - in occasione di una sua ricorrenza. In quelle occasioni ci si affacciava ad una Milano d'altri tempi, coerente ai racconti dei nonni, ma al tempo stesso viva ed assolutamente non ingiallita dal tempo.
E' sempre venuto a salutarci, dopo le messe cantate ed in quelle occasioni stringeva mani, sfoggiando improbabili panciotti.
Continuerà ad ascoltarci, ne sono certa.
D'ora in poi - in San Marco, a fronte di impalpabili riscontri - potremmo pensare di cantare per lui.
Ed il suo sorriso ci accompagnerà, come il più affettuoso degli applausi.
Silvia